domenica 7 marzo 2010

LA VERA PARTITA DA VINCERE A TUTTI I COSTI
TARCISIO VAGHI ALLENATORE VINCENTE


Pubblichiamo da "La Provincia di Varese".
Articolo di venerdì 5 marzo 2010.


Varese Soltanto lo sport, soltanto il basket sono capaci di regalare delle storie così, capaci di lasciarti un po' stupito e un po' ottimista a ripeterti che in fondo il mondo non è un posto poi così brutto. E come spesso accade, le storie più belle nascono dal buio di momenti terribili e difficili, raccontate dalla forza di persone speciali che nella vita non hanno mai mollato. Tarcisio Vaghi è un allenatore di basket, varesinissimo, testimone di quanto la nostra terra sia prolifica nello sfornare competenze e passioni legate alla palla a spicchi. Tutta la trafila delle serie minori, poi la panchina di Legnano prima di diventare responsabile del settore giovanile del Campus con uno scudetto nella categoria Cadetti che gli spalanca le porte della serie A. Assistente prima di Cadeo e poi di Magnano alla Pallacanestro Varese, capoallenatore a Castelletto in LegaDue, assistente di Marco Crespi a Casale e poi in A1 a Teramo: un ragazzo giovane, appassionato di basket e talmente bravo e fortunato da essere riuscito a trasformare la sua passione di sempre nel lavoro di tutti i giorni.

Poi lo schiaffo, forte e improvviso, che ha rimescolato le carte. L'estate scorsa i primi malesseri, gli esami, e la diagnosi: leucemia. Da quel giorno la vita del Tarci? è cambiata di botto: terapie da seguire, ospedali da girare, ma anche tante nuove persone da conoscere e tante storie da toccare con mano e condividere. Oggi Tarcisio è una delle tantissime persone in attesa di un trapianto di midollo osseo, e la sua esperienza lo ha portato a diventare un attivista dell'Admo, l'associazione che riunisce tutti i donatori.
La bella storia di cui parlavamo prima, la facciamo raccontare a lui: «Ho conosciuto, mio malgrado, un mondo nuovo. Ho scoperto che per guarire da questa malattia, per guarire davvero, c'è un'unica strada: il trapianto, perché tutte le altre terapie sono solo delle pezze che si mettono e che non risolvono la situazione. E proprio qui sta il problema».

Ovvero? Per poter essere effettuato il trapianto di midollo osseo occorre trovare un donatore che sia compatibile con il ricevente: e il rapporto di compatibilità è di uno a centomila, nel senso che per un donatore che va bene per me, ce ne sono centomila che non sono compatibili.

Quindi? Quindi è necessario fare informazione, trovare sempre nuovi donatori: tutti possono farlo e tutti dovrebbero farlo. E proprio in questo senso si inserisce la nostra bella storia.

Ce la racconti. "Io sono un uomo nato e cresciuto con la pallacanestro. E la pallacanestro ora si sta mobilitando, dopo che la mia vicenda è stata conosciuta da tutti: si è messo in moto un passaparola meraviglioso, che quasi mi spaventa. Tutto il basket varesino sta scendendo in campo, e tantissimi giocatori stanno diventando donatori Admo."

Per esempio? Due nomi? Meneghin e Pozzecco: lunedì prossimo saranno al nostro centro per il primo prelievo, e diventeranno ufficialmente donatori. E con loro tantissimi rappresentanti del mondo della pallacanestro varesina: praticamente tutta la squadra del Gazzada, per esempio, con i giocatori che hanno portato anche le loro mogli. Oppure Mario Di Sabato, storico playmaker delle nostre serie minori e oggi allenatore al Daverio.

Diventano donatori, perché? Perché mi conoscono, ma soprattutto perché è giusto. Ed è necessario fare una corretta informazione per sfatare delle convinzioni sbagliate: la donazione non è qualcosa di doloroso o di rischioso, anzi. Per diventare donatori è sufficiente un semplice prelievo, e si viene inseriti nella banca dati dell'Admo: quando si trova qualcuno compatibile con noi, si viene chiamati per la donazione che è un processo semplice e assolutamente sicuro.

Francesco Caielli

SEI TROPPO FORTE? SEDUTO IN PANCHINA!
DAI CAMBI OBBLIGATORI A PANCHINA PER TUTTI


Ho da sempre cercato di far passare il concetto che non ci sono pallacanestro diverse in base all'età. Ci sono giocatori più o meno diversi per età, capacità, sesso... che giocano allo stesso gioco dei grandi. La pallacanestro è una, non può essere diverso per uno che fa l'Under 14, giocare una partita di Basket, rispetto a Under 19, o a uno che gioca in serie D o in serie A. Cambiano gli attori ma la recita è per tutti uguale, almeno così dovrebbe essere.

Sempre nella nuove proposte che stanno prendendo piede in questi giorni (ma anche qui il tempo gioca a favore...) la proposta banale e che all'apparenza potrebbe anche sembrare legittima è quella che per le categorie Under 13 e Under 14 tutti i ragazzi coinvolti nella partita stiano fuori almeno un periodo.

Ora la regola parla di cinque giocaori nel primo periodo e tre giocatori da sostituire obbligatoriamente nel secondo periodo per un totale (minimo) di otto giocatori che giocano almeno un tempo da 10 minuti intero.

Ora la regola proposta parla di un tempo da 10 munuti completamente out. La motivazione (a quanto pare) sta nel non esltare troppo i ragazzini bravi che potrebbero giocare tutta la partita. E si siamo pazzi, uno bravo che gioca tutta la partita... e magari si diverte pure, e magari diventa anche forte e arriva in nazionale?? Ma no, non possiamo fare una roba del genere. Obbligato in panchina ben 10 minuti.

Totale generale facendo per bene i conti (non sono mai stato bravo in matematica, quindi al limite mi correggete) i ragazzi coinvolti con questo sistema di regole (invece che con il calssico 5+3 poi liberi) sono potenzialmente 7.

Se non sbaglio (la X sta per il quarto fuori):
1° quintetto: A - B - C - D - E
2° quintetto: A - B - C - D - X - F
3° quintetto: A - B - X - X - E - F - G
4° quintetto: X - X - C - D - E - F - G

Con questo semplice schema si vede (se non sbaglio) che i giocatori coinvolti in questa rotazione (se eventualmente un allenatore non si fida dei propri cambi) sono solo sette e non otto come la regola del 5+3 impone. Quindi da un lato si cerca (con la norma) di togliere potere ai più bravi, (poi non si capisce neanche perchè...) dall'altro si fa un bell'autogol, lasciando a poltrire in panchina tanti ragazzini che con questa nuova regola vedrebbero svanire nel nulla 10 minuti di utilizzo sicuro.

Pensare ad altro no e???

Ah... naturalmente chi non è d'accordo sulla possibile proposta che la FIP dovrebbe attuare può scrivere sempre a settore.giovanile@fip.it per dire la propria...

ABOLIRE IL TIRO DA TRE UNDER 14 E UNDER 13?
CI PIACE PROPRIO FARCI DEL MALE!


L'abolizione del tiro da tre nelle categorie Under 14 e Under 13 è una delle possibili proposte che la Federazione sta prendendo in esame visto il passaggio (il prossimo anno sportivo) della riga da tre punti dai 6,25 di quest'anno ai 6,75 della prossima stagione.

C'è stato qualche operatore del mondo giovanile, (tra cui il Presidente del Settore Giovanile in primis) che si sono da subito dichiarati favorevoli alla doppia riga. Cioè visto che i campi da gioco dovranno essere tutti modificati, in estate, con le nuove tracciature, pensare di lasciare la linea del tiro da tre "vecchia" per le fasce dei ragazzini più giovani poteva sembrare cosa di buon senso.

Alla luce di questa proposta, molte le levati di scudi sul fatto che la doppia tracciatura era veramente una follia e che per i tanti campi (con gare di livello nazionale einternazionale) era impensabile lasciare due righe. Oltretutto il Settore Agonistico della FIP ha proprio ribadito apertamente che non si può tornare indietro nella scelta (voluta dalla FIBA per il 2012, ma anticipata in Italia per il settembre 2010) e che la nuova tracciatura sarà obbligaotoria e vincolante per avere l'omologazione del campo da gioco.

Allora qual'è stata la controproposta "geniale" nata all'interno del Consiglio Direttivo del Settore Giovanile?. Eliminando il tiro da tre, eliminiamo anche il problema della presumibile difficoltà tecnica per ragazzi così giovani di tirare più lontano di 50 cm.

Siamo alla follia pura, ma vi assicuro che è nuda e cruda realtà di cui si sta parlando in questi giorni. Lo slittamento (in questo fine settimana) dell'approvazione del Consiglio Federale della DOA per la prossima stagione, ci permette nei fatti di avere un po' più di tempo per convincere chi di dovere che la proposta è folle e che va contro lo stesso principio del giocare a basket.

Mortificare di significato il giocare a basket per ragazzini Under 14 e Under 13, che anche attreverso l'emulazione del campione preferito che tira la "bomba", provano gioia e divertimento a giocare a pallacanestro, è veramente una follia che difficilmente trova eguali.

Oltretutto, se vogliamo proprio entrare nel merito della proposta, togliendo "solo" il valore del tiro da tre (che sarebbe comunque convalidato da due punti) non si elimina il problema dei tiri oltre l'arco per i ragazzini. I tiri ci sarebbero comunque e il fondamentale in questione verrebbe comunque eseguito. Sarebbe solo castrato il valore di una cosa importante che noi a tavolino stiamo decidendo di far valere meno. E come se per le categoria Under 19 e Under 17 si proponesse da dare un solo punto a chi si permette di fare uno schiaccione durante le partite giovanili.

Andiamo avanti... ma forse effettivamente si stava meglio quando si stava peggio...

Ah! se non siente d'accordo con l'istituzione di questa norma (togliere il tiro da tre) potete benissimo spedire una mail a settore.giovanile@fip.it dando i vostri suggerimenti del caso che saranno ben accetti, ne sono certo.

sabato 6 marzo 2010

FORSE CAMBIARE PASSIONE E' MEGLIO...
OBBLIGO, SUGGERIMENTO O CONSIGLIO?


Prendo la palla al balzo di una foto inviata da un amico, per descrivere tutte le mie perplessità su situazioni "di sistema" che fatico a comprendere e a giustificare. Nel mio modo di fare, sia come allenatore, sia nell'ambito lavorativo a Follonica ho a che fare con tante persone. Ad ogni inizio percorso, confrontarsi nella disponibilità di ognuno, il chiarire gli obiettivi personali e di gruppo e il trovare la strada per raggiungere tali obiettivi sono i valori su cui costruire dall'inizio alla fine il percorso di collaborazione. Così come non posso pensare di dire una cosa e di farne un altra con i miei collaboratori, non ammetto nemmeno che mi venga detta una cosa e poi, dopo un ora, un giorno, un mese, un anno questa cosa venga in qualche modo disattesa dagli interessati.

Nelgi ultimi tempi passaggiando qua e la in ambito federale, spesso questa semplice equazione esposta in precedenza viene sistematicamente disattesa. Senza per questo pensare a un potere occulto che dall'alto manovra Tizio, Caio e Sempronio (diciamo alla Moggi) oppure senza pensare ad una regia ad hoc architettata per far vincere chissà quale congregazione di persone... rimane il fatto che nelle istituzioni difficilmente si ragiona: persone, obiettivi, strada da percorrere.

Senza entrare nel merito nella difficile gestione filosofica d'impostazione della Federazione e di ogni progetto per cui le regole le propongono i tecnici e le approvano (a gradimento o meno) i politici, qualsiasi progetto d'innovazione è spesso sottoposto ad un tiro incrociato da più parti che alla fine cambia nella maggior parte dei casi in modo sostanziale obiettivi e valori iniziali.

Penso sia una grande cambiamento di valore positivo ricercare la migliore strada per fare le cose il meglio possibile attraverso condivisione e valutazione delle varie esperienze, ma senza che nessuno si offenda, se questa condivisione fa cambiare nella sostanza contenuti e finalità, o peggio ancora se il sistema cerca di far passare il concetto per cui si ascoltano tutti e poi decidono sempre gli stessi, senza prendere in considerazione niente di quanto portato a conoscenza dai così detti "esperti", allora è meglio ritornare ai regimi bulgari e/o autoritari dell'impero romano in cui uno comanda e gli altri si adeguano. Salvo poi in questo caso ritrovarsi "avvelenati o uccisi" dai vicini per la conquista del potere. Imperatori docet.

Sinceramente non conosco soluzioni alternative rispetto a quanto esposto in prima battuta. Creare gruppi di lavoro validi per competenze, dando mandato di predisporre progetti, mi sembra una grande cosa. Rimettere sotto fuoco incrociato le valutazioni e le espressioni di queste professionalità, con altre persone, mi sa alla lunga di presa in giro. A progetti con persone, obbiettivi, strada da percorrere, s'intrappongono altre persone, altri obiettivi altre strade da percorrere. Ma così facendo la strada per il miglioramento non solo è inesorabilmente più lunga, ma è anche molto tortuosa e il rischio di perdersi c'è e come.

Che sia arrivato il momento di cambiare passione dandosi alla pesca?

martedì 2 marzo 2010

DALLA RASSEGNA STAMPA DELLA PREALPINA
IDEE SUL FUTURO DEL SETTORE GIOVANILE

Dalla Prealpina di Lunedì 1 marzo 2010.

Novità pratiche in arrivo a livello giovanile dopo la riunione del direttivo del Settore Giovanile tenutasi nel weekend a Bologna. Virtualmente certa l'abolizione delle finali nazionali Under 21 che diverranno un campionato puramente regionale, formula analoga alla stagione 2009/2010 invece per l'Interzona Under 19 (con la Lombardia che pensa a ridurre da 12 a 8 le partecipanti alla prima fase, proponendo due girini di Open B per "riaccorpare" le eliminate da gennaio in poi: decisioni sulle ammissioni giovanili 2010/2011 affidate al consiglio direttivo CRL di domani sera). Tra le proposte "tecniche" l'abolizione del tiro da 3 punti e l'obbligo di schierare a referto 10 giocatori (con almeno un quarto di riposo per tutti) a livello Under 13 e Under 14 maschile che femminile, abolendo il divieto dei raddoppi pur mantenendo il divieto della zona.

Per scaricare la proposta che la Commissione Tecnica della Lombardia ha presentato al Consiglio Direttivo del Settore Giovanile cliccare QUI

A presto per aggiornamenti in merito.

venerdì 26 febbraio 2010

"SI STAVA MEGLIO QUANDO SI STAVA PEGGIO"
BREVE BILANCIO DI UN EPOCA...

Ricevo e pubblico:

Fare un viaggio in aereo

1969: Viaggi con Alitalia, ti danno da mangiare e ti invitano a bere quello che vuoi, il tutto servito da bellissime hostess: il tuo sedile è talmente largo che ci può stare in due.

2010: Entri in aereo continuando ad impigliarti con la cintura, che ti hanno fatto togliere in dogana per passare il controllo. Ti siedi sul tuo sedile e se respiri un po' forte dai una botta con il gomito allo schienale del vicino. Se hai sete lo stewart ti porta la lista e i prezzi sono stratosferici.

Michele vuole andare nel bosco all'uscita da scuola. Mostra il suo coltellino a Giovanni, con il quale pensa di fabbricarsi una fionda.

1969: Il direttore scolastico vede il suo coltello e gli domanda dove l'ha comprato, per andarsene a comprare uno uguale.

2010: La scuola chiude, si chiama la polizia, che porta Michele in commissariato. Il TG1 presenta il caso durante il telegiornale in diretta dalla porta della scuola.

Disciplina scolastica

1969: Fai il bullo in classe. Il professore ti molla uno scapaccione. Quando arrivi a casa tuo padre te ne molla un altro paio.

2010: Fai il bullo. Il professore ti domanda scusa. Tuo padre ti compra una moto e va a spaccare la faccia al prof!

Franco e Marco litigano. Si mollano qualche legnata dopo la scuola.

1969: Gli altri seguono lo scontro. Marco vince. I due si stringono la mano e sono amici per tutta la vita.

2010: La scuola chiude. Il TG1 denuncia la violenza scolastica. Il Corriere della Sera mette la notizia in prima pagina su 5 colonne.

Enrico rompe il parabrezza di un auto nel quartiere. Suo padre sfila la cintura e gli fa capire come va la vita.

1969: Enrico farà più attenzione la prossima volta, diventa grande normalmente, fa degli studi, va all'università e diventa una bravo professionista.

2010: La polizia arresta il padre di Enrico per maltrattamenti sui minori. Enrico si unisce ad una banda di delinquenti. Lo psicologo arriva a convincere sua sorella che il padre abusava di lei e lo fa mettere in prigione.

Giovanni cade dopo una corsa a piedi. Si ferisce il ginocchio e piange. La professoressa lo raggiunge, lo prende in braccio per confortarlo.

1969: In due minuti Giovanni sta meglio e continua la corsa.

2010: La prof è accusata di perversione su minori e si ritrova disoccupata, si becca 3 anni di prigione con la condizionale. Giovanni va in terapia per 5 anni. I suoi genitori chiedono i danni e gli interessi alla scuola per negligenza nella sorveglianza e alla professoressa per trauma emotivo. Vincono tutti i processi. La prof disoccupata, interdetta e si suicida gettandosi da un palazzo. Più tardi Giovanni morirà per overdose in una casa occupata.

Arriva il 25 ottobre.

1969: Non succede nulla.

2010: E' il giorno del cambio dell'ora legale: le persone soffrono d'insonnia e di depressione.

La fine delle vacanze.

1969: Dopo aver passato 15 giorni di vacanza con la famiglia, nella roulotte trainata da una Fiat 126, le vacanze terminano. Il giorno dopo si ritorna al lavoro freschi e riposati.

2010: Dopo 2 settimane alle Seychelles, ottenute a buon mercato grazie ai "buoni vacanze" ditta, rientri stanco ed esasperato a causa di 4 ore di attesa all'aeroporto, seguite da 12 ore di volo. Al lavoro ti ci vuole una settimana per riprenderti dal fuso orario.

Della serie "si stava meglio quando si stava peggio"?!!

martedì 23 febbraio 2010

A ROMA COME COORDINATORE DELLA LOMBARDIA
NOTIZIE UTILI E QUALCHE DETTAGLIO SPECIFICO


Nei giorni scorsi il Comitato Regionale Lombardo (si parla di basket ovviamente) mi ha mandato in missione presso la mitica sede della FIP a Roma, in Via Vitorchiano, per presenziare alla riunione programmatica e propositiva per il Settore Giovanile. Presenti oltre a tutte le regioni con i vari coordinatori regionali, anche Eugenio Crotti (Presidente Settore Giovanile) Antonio Bocchino con relativa commissione tecnica maschile e Roberto Nani con relativi collaboratori tecnici al femminile.

La programmata riunione ha avuto il merito di aprire le porte in maniera ufficiale ad una sorta di presentazioni di istanze da parte degli organi periferici (Comitati Regionali) per meglio programmare, gestire e migliorare l'attività giovanile. Nel passato le varie commissioni tecniche, venivano molto spesso esautorate dal proprio compito propositivo e il Presidente del Settore gestiva in autonomia ogni istanza e ogni cambiamento, presentando i contenuti (e le relative motivazioni) al Consiglio Federale che difficilmente entrava nel merito delle varie questioni, spesso approvando ma senza sapere fino in fondo cosa cambiava e come lo cambiava.

Ora con l'istituzione da parte di Crotti di queste Commissioni Tecniche Regionali, la forma sembra corretta, le procedure appaiono standardizzate e in fondo al tunnel la luce s'inizia a vedere.

La riunione del 15 febbraio a Roma è stata certamente utile come inizio di un percorso che dovrà produrre frutti più avanti, ma onestamente le quattro ore di relazioni varie hanno evidenziato problemi spesso marginali e non d'importanza strategica per il miglioramento del prodotto vivaio in Italia. E' importante comunque aver iniziato questa procedura. E' importante dare un segnale al movimento e le possibilità di portare (ognuno secondo le proprie competenze specifiche) il proprio mattoncino è da oggi cosa reale e tangibile.

In Italia stiamo cercando di far aumentare sia l'interesse mediatico per il settore giovanile, (maggiore coinvolgimento degli organi di stampa, creazioni di eventi collaterali alle finali nazionali) sia l'aspetto puramente funzionale. Cercare di far crescere il movimento giovanile, migliorando quello che già c'è e creando qualcosa di nuovo che possa far progedire il trend è cosa non solo utile, ma anche strategica se vogliamo rimanere la seconda federazione in termini di tesserati e se non vogliamo veramente dieventare uno sport minore.

Sotto questo aspetto una federazione come il Rugby sta investendo molto delle proprue risorse per far passare il concetto che giocare a Rugby oltre che molto bello è anche salutare. I numeri sono ancora dalla nostra parte ma basta poco per ritrovarsi con Pallavolo e Rugby con più tesserati.

Nei prossimi giorni vi renderò partecipi delle questione tecniche sviluppate nella riunione. Per ora accontentatevi.

News tratta da fip.it

Si sono riuniti a Roma, presso la sede della Federazione Italiana Pallacanestro in via Vitorchiano 113, i 20 coordinatori delle Commissioni Tecniche Regionali.

E’ la prima volta, da quando sono state create le Commissioni Tecniche Regionali, che i coordinatori incontrano la Commissione Tecnica Maschile e quella Femminile.
Un incontro che ha messo in evidenza tutte le esigenze, le problematiche, le criticità e le richieste del territorio, segnalate in maniera capillare e dettagliata dalla struttura creata appositamente per questo compito.

Ogni Commissione è composta infatti, oltre che dal coordinatore, anche dai Presidente Regionali Cna e Cia e dai Referenti Tecnici Territoriali Maschili e Femminili. In questo modo il lavoro delle Commissioni Tecniche Nazionali potrà lavorare più in profondità sul territorio venendo a conoscenza, con dovizia di particolari, di tutte le attività e dello stato di salute di ogni singola Regione e Provincia. Una volta acquisite tutte le informazioni necessarie, pervenute dalle figure che operano quotidianamente sulle realtà locali, sarà più facile individuare la soluzione ai problemi o adottare i necessari accorgimenti.

Le Commissioni Tecniche Regionali assolveranno anche ad un altro importante compito: quello di fungere da organo consultivo, in grado di sondare il territorio ogniqualvolta si ritenga necessario interpellare i Comitati Regionali e Provinciali.

A tracciare una cartina di tornasole quanto più fedele possibile alla realtà sono i rappresentanti di tutte le componenti della pallacanestro giovanile italiana maschile e femminile: Giulio Griccioli, Lega Serie A, Andrea Menozzi, Legadue, Umberto Vangelisti, LNP, Roberto Chieppa, Comitati Regionali, Guido Corti, Lega Basket Femminile A1, Roberto Fioretto, Lega Basket Femminile A2, Roberto Riccardi, Lega Basket Femminile B Eccellenza, Ugo Franz Pinotti, Progetto Azzurrina.

Ufficio Stampa Fip

venerdì 12 febbraio 2010

IN EFFETTI SEMBRA PROPRIO COSI'...


E' maggio sulle rive del Mar Mediterraneo. Piove e la piccola cittadina sembra completamente deserta. Sono tempi molto duri, tutti sono indebitati e vivono sul credito. Inaspettatamente un ricco turista arriva in città, entra nell'unico hotel disponibile, poggia 100 Euro sul desk della reception e si reca a visionare le camere al piano superiore per sceglierne una.

Il proprietario dell'albergo prende la banconota e corre a pagare il suo debito dal macellaio. Il macellaio prende la banconota e corre a pagare il suo debito conl'allevatore di maiali. L'allevatore prende la banconota e corre a pagare il suo debito con il fornitore di mangimi. Il fornitore di mangimi corre a pagare la prostituta locale che in questi tempi duri gli ha fornito i suoi servigi a credito.
La prostituta corre all'hotel e paga il proprietario per le stanze che le ha affittato per portarci i clienti.

Il proprietario dell'hotel rimette la banconota da 100 Euro sul bancone affinché il ricco turista non sospetti nulla. In quel momento il ricco turista ritorna alla reception: ha visionato le stanze, non le ha trovate di suo gradimento e così si riprende i suoi 100Euro e lascia la città.

Nessuno ha guadagnato qualcosa.
Tuttavia ora l'intera città è senza debiti, e guarda al futuro con molto ottimismo.

E questo è come il mondo occidentale sta facendo business al giorno d'oggi.

lunedì 1 febbraio 2010

ALLE VOLTE BASTA POCO PER ESSERE CAMPIONI
PERSONE DI SPESSORE PRIMA CHE GIOCATORI



Nel video potete vedere con i vostri occhi l'azione che mi ha scosso particolarmente producendo nei giorni scorsi un polverone su giocate discutibili di certi giocatori. La colpa di Roberto Marulli (che si è preso una manata in faccia, rischiando la rottura del setto nasale, sventata davvero per poco) è stata semplicemente, oltre a quella di fare un paio di canestri da tre di classe di fila, di rubare la palla alla persona sbagliata al momento sbagliato. Mi spiace Roby... ma così va il mondo. Devi imparare che queste cose succedono e nessuno dice niente in una omertà mafiosa difficile da sconfiggere e da combattere.

So che fare i processi non serve, spero che in questo caso far notare le differenze possa invece smuovere abitudini e coscienze. Sabato sera al Palazzetto dello Sport di Bergamo nella partita del Borgo basket c'era in campo per il Lussana un giocatore di esperienza (come l'autore del gesto folle visto nel video) dal nome Gianluca Burini. La classe, la bravura tecnica, il modo d'intendere lo sport e più nello specifico l'intelligenza di essere persone con la testa sulle spalle, ha fatto in modo che Bubu vincesse (nel vero senso sportivo del termine) una partita che la sua squadra stava rischiando anche di perdere contro i ragazzini dell'Excelsior.

Bravo Burini a rubare un paio di palloni importanti, Bravo Burini a fare il canestro decisivo. Bravo Burini a comportarsi come un vero Campione dall'inizio alla fine.

Grazie della lezione Gianluca.

lunedì 25 gennaio 2010