giovedì 31 gennaio 2008

IL CONFRONTO E' LA STRADA GIUSTA

PER PROGREDIRE E MIGLIORARE

RISPOSTA AL VERBALE DEL 12 GENNAIO

Avendo a cuore le questioni mi permetto di avanzare un commento personale al verbale ricevuto dando un segnale certamente positivo per l’iniziativa intrapresa da questi 11 Allenatori. Sono convinto che effettivamente solo discutendo e proponendo “cose nuove” si possa in effetti migliorare la nostra attività. Quindi un plauso a queste persone che con passione e dedizione si sono prodigate per trovare spunti di miglioramento per la nostra attività.

Nel dettaglio delle considerazioni emerse da questa riunione che ha coinvolto 11 responsabili di settore giovanile di serie A, tra cui Virtus Bologna, Montepaschi Siena, Benetton Treviso, Scavolini Pesaro, Snaidero Udine, Premiata Montegranaro, Upim Bologna, Eldo Napoli… su molte cose però mi trovo in antitesi con quanto verbalizzato.

Farò considerazioni, certe magari dure, ma comunque motivate, che non hanno nessun interesse di sorta alle spalle. Non faccio politica per la “poltrona”, ma scrivo delle cose (come del resto le hanno scritte queste persone liberamente) per il gusto del buon senso. Per poter in qualche maniera migliorare un movimento in crescita che però spesso smarrisce la propria strada di maturazione, anche grazie al cambio repentino delle persone che indirizzano la politica di crescita dell’attività giovanile.

E’ già capitato nel passato. Cambiando le persone che influiscono sull’indirizzo politico cambiano anche le regole. Questa continua rivoluzione di prospettive non aiuta certo il movimento a crescere e maturare.
Comanda uno. Pone delle regole. Tutti si adeguano. Arriva al “potere” un altro. Cambia queste regole e tutti di nuovo si devono adeguare. Allora non mi sta più bene. Eclatante in questo senso il cambio delle annate voluto nella scorsa estate dopo anni di battaglie per equiparare i nostri campionati al livello europeo.
Allora il bene comune non è più un ideale da raggiungere, ma è solo il tornaconto della propria attività che la fa da padrona. Questo non lo accetto. Se diciamo delle cose che coinvolgono tutti, non possiamo dirle o scriverle solo guardando al nostro piccolo orticello. Abbiamo il dovere di guardare ad ampio respiro a zone in Italia molto diverse, che per caratteristiche storiche, sportive e pratiche, non hanno tutte le stesse peculiarità.

Fare considerazioni generali per il miglioramento del bene comune è missione di tutte le persone a cui la crescita e la maturazione del nostro movimento sta a cuore. E’ anche per questo che do seguito a questa lettera dei responsabili di Società di Serie A che inevitabilmente hanno sotto i propri occhi realtà comunque di alto livello e poco vicine alla consuetudine della maggior parte delle piccole o medie Società Sportive sparse in giro per l’Italia. Fare delle proposte concrete significa saper guardare con occhi critici e mentalità aperta da Moncalieri a Palermo dando il giusto peso alle diversità strutturali di ognuno.

Nel verbale viene scritto: “si ritiene necessario che i giovani della fascia d’età corrispondente alle scuole medie inferiori (fino under 14) debbano essere preservati da ogni tipo di esasperazione agonistica. In questo senso: si approva che l’attività agonistica abbia termine a livello regionale; si chiede che venga evitata qualsiasi di tipo di attività di selezione a qualsiasi livello.” e ancora: “si auspica che le finali regionali di categoria under 13 ed under 14 diventino eventi (non solo agonistici) in grado di dare maggiore visibilità, supporto ed opportunità di crescita alle piccole società ed ai giovani allenatori, confidando anche nel coinvolgimento dei tecnici del SSN e degli istruttori CNA;”

A mio parere preservare i ragazzi da ogni esasperazione agonistica a 14 anni significa in poche parole svilire il movimento. Nei paesi più inclini a far progredire i giovani a livello cestistico, a 16 anni quelli buoni giocano già in serie A (grazie a Melli di esistere). Noi aboliamo le Finali Nazionali Under 14 per preservarli dall’agonismo!! Mah.

Non si capisce del tutto, il concetto per cui finire le fasi dei campionati a livello regionale preservi dall’esasperazione agonistica.
Come dire che giocare per un titolo regionale o per una partita a livello anche locale, provinciale, è meno importante e motivante dal punto di vista strettamente competitivo di una gara di una Finale Nazionale.
I ragazzi che giocano a Basket s’impegnano a prescindere dalla competizione dove stanno giocando. E’ chiaro che arrivare a giocarsi una Finale Nazionale non può che migliorare uno stato mentale di progressione al miglioramento insito nei giovani. Ma farlo a livello locale, regionale o nazionale poco importa.
E come se un insegnate dicesse ai propri alunni: “Ragazzi vi insegno le addizioni e le sottrazioni però le moltiplicazioni e le divisioni no, perché vorrei preservare la vostra mente dagli sforzi che dovrebbe fare per reggere questi grandi ostacoli. Il discorso a mio avviso non sta in piedi.

Tutti sanno che le società medio/piccole, quelle del paese o della piccola città, quelle costruite dal minibasket o quelle di piccole aggregazioni come stanno ormai nascendo un po’ in ogni dove, non aspettano altro che arrivare a questi importanti appuntamenti agonistici per avere un confronto “alla pari” con le Società più blasonate e titolate, prima che queste ultime usurpino con un reclutamento alle volte selvaggio proprio i roster di queste piccole realtà. Togliere questi confronti è una mortificazione del basket e non solo di quello giovanile. Ripristiniamo le Finali Nazionali Under 14 al più presto. Ogni anno perso è uno passo indietro nella crescita del movimento. Vi prego. In allegato proposta concreta per le suddette finali da inserire già nelle DOA 2008-2009 in stesura in queste settimane.


Nel verbale appaiono anche queste considerazioni: “In merito all’organizzazione dei campionati giovanili si avanzano le seguenti richieste: Campionato Under 17 Eccellenza e Under 19 Eccellenza: si chiede di ridurre il numero di squadre (e di partite) dei gironi della 1° fase. Campionato Under 19 Eccellenza: si chiede di aumentare il numero di squadre (e di partite) dei gironi della 2° fase.”

Non capisco veramente la motivazione di queste richieste. Ogni regione organizza la propria prima fase regionale in base alle proprie caratteristiche. C’è chi ha due gironi, chi ha un girone a 16, chi ha un girone a 14, c’è chi per scarsità di squadre non fa nemmeno l’eccellenza e si adatta ai campionati provinciali.
Molte regioni, molte realtà. E’ chiaro che l’obiettivo è cercare partite equilibrate e con scarti di punteggio non del tanto a pochi. Ma ridurre le squadre e di conseguenza le partite non è a mio avviso la strada giusta per evitare gli scarti oceanici. Cercare avversari del proprio livello è l’obiettivo di ogni allenatore a inizio stagione.
Pensando di poter contare su un gruppo eccezionale a livello Under 17, l’obiettivo sarà magari quello di giocare contro squadre Under 19. Se dovessi avere un buon gruppo Under 19 cercherò di poter far giocare i miei ragazzi a livello di squadre di Serie C/2 o D. Questa potrebbe essere una buona logica. Non ridurre le partite, ma trovare avversari di livello.


Apro una parentesi. Capita già in alcuni paesi europei. Le partite che superano i 40 punti di scarto vengono continuate a giocare senza tenere più il punteggio sul tabellone. Prosegue la partita, si finisce con il tempo, ma la gara viene omologata con il punteggio con il massimo scarto di 40 punti. Questa potrebbe essere una iniziativa positiva per cercare di limitare e livellare le differenze.
Ci sono allenatori in gamba e con competenza che questa tattica l’adottano già da diverso tempo, senza regole scritte. E’ chiaro che una partita con potenziali 60 punti di scarto, facendo le giuste rotazioni o non convocando i ragazzi più bravi verrebbe vinta di 20 o di 30. Questa è la giusta filosofia. Se poi ci fosse qualcuno che vuole continuare nell’abusare dell’avversario, allora mettiamo la regola del limitatore. Sopra di 40 si chiude il referto!

“Seconde fasi più lunghe.” Ma questi allenatori che nella prima parte del verbale danno indicazioni morali sulla qualità della vita e dello studio dei giovani giocatori non si rendono conto che le seconde fasi più lunghe rovinano di fatto la vita scolastica (e non) dei ragazzi coinvolti obbligati a trasferte “da serie A” con partenza mattutine e rientri in nottata, con la conseguenza ovvia dell’assenza scolastica anche per il giorno successivo alla partita?
Possibile che non ci si renda conto che per fare una partita interregionale (tralasciando l’aspetto puramente economico) il costo dell’operazione crea vantaggi di natura tecnica, inducendo però a dei sacrifici enormi a livello di vita quotidiana per i ragazzi e le proprie famiglie!

Nel verbale si prosegue con: “Difesa a zona proibita fino a livello under15 compreso”

Prima ancora che prendere una posizione sull’utilità o meno dell’insegnamento della zona a livello Under 15 e Under 14, la proposta in questione potrebbe essere meritevole di considerazione se ci fosse la possibilità di far rispettare eventualmente la regola.
Siccome sappiamo tutti benissimo che questa regola non è pensabile farla rispettare perché la classe arbitrale e le competenze tecniche dei giovani arbitri che evoluiscono in questi campionati non è in grado di valutare la questione, proseguirei nella scelta fatta già un paio di anni fa.
A mettere regole, che poi non possono essere rispettate per mancanza di controlli, ci pensa già il Parlamento… non mi ridurrei a questo livello.

Si prosegue con: “si chiede di valutare con i tecnici del SSN e del Settore MiniBasket l’opportunità di disputare il campionato “esordienti” con i canestri bassi.”

Non prendo neppure in considerazione il fatto che la maggior parte degli impianti sportivi e di conseguenza molte delle Società che fanno del Basket e del Minibasket la propria attività non hanno la possibilità di avere nelle proprie dotazioni i canestri bassi, ma voglio far solo riferimento ad un altro ragionamento.

Da una parte il verbale pone l’accento sulla non esasperazione agonistica a livello di categorie giovanili di fascia bassa, dall’altra con questa proposta si esalta di fatto la forza fisica abbassando i canestri con la ovvia conseguenza che l’esasperazione agonistica non solo raddoppierebbe, ma si creerebbero di fatto dei veri e propri tornei di serie A in miniatura.
Parlo per esperienza personale. Ho visto e ho partecipato a tornei con i canestri bassi con schiacciate, forza fisica all’eccesso, scontri molto duri per avvicinarsi al canestro… insomma vere e proprie partite senior in miniatura. Anche se il ragionamento iniziale teorico è giusto, l’implicazione pratica è a mio modo di vedere altamente negativa.

Rimanendo a disposizione di chiunque per le delucidazioni del caso, esorto tutti gli allenatori e istruttori con idee innovative (ma anche no) e con motivazioni forti, a emergere dal silenzio di regime che spesso accompagna le nostre stagioni agonistiche. E’ facile far finta di niente e pensare che sia sempre qualcun altro a decidere per noi. E’ più difficile riordinare le idee e cercare di prospettare il miglior bene comune per le nuove generazioni. Vi assicuro che ve ne saranno grate.

E per ora è tutto.

Grazie dell’attenzione.


Puoi aggiungere un commento cliccando poco sotto.

11 commenti:

Anonimo ha detto...

come sempre concordo e rilancio.

pensieri e parole libere e sparse...

1- zona libera sempre e comunque, vuoi fare zona , problema tuo, anzi io sono contento perchè se tutti usano la zona si migliora la capacità di lettura della partita da parte dei ragazzi, si migliora il fondamentale del tiro e del palleggio arresto e tiro, si evitano inutili zone finte. stesso ragionamento x i raddoppi

2- mi sembra che quelli di serie A, obbligati a fare settore giovanile, non vogliono spendere soldi x i ragazzini ma avere visibilità coi cadetti e altri...

3- in spagna e nei paesi dell est non ci sono tutte "le pugnette"
regolamentari e infatti Gasol domina, Navarro Garbajosa giocano...
Belinelli non mette piede in campo e Bargnani è massacrato dalla stampa e dai suoi ex allenatori... sarà un caso?

4- BASTA VIZIARE E "PRESERVARE" I RAGAZZI! MICA LI MANDIAMO IN GUERRA.
Alle olimpiadi partecipano atleti (tuffi, ginnastica e simili)
assolutamente minorenni che vivono negli impianti sportivi e noi dobbiamo tutelare gente che fatica a fare 8 ore di allenamento alle settimana?????
VERGOGNA!

5- basta anche con la triste moda di dover mettere i giovani nelle prime squadra x forza !
andrea meneghin e la sua leva (74 ma anche 75 e 76) a 16 anni giocavano in serie A, gentile a 20 era capitano di caserta, petrovic a 16 e poi a 20 dominiva il gioco, lebronJ a 17 (cosi' come kobe) erano nell NBA.....
se uno è bravo gioca, se uno è spinto non giocherà mai oltre i 2 anni da "under" dove crederà di essere in grado di giocare ma non allenandosi (quate sono le B2 che producono e allenano i propri under?????) mai abbastanza non sarà più in grado di giocare...

ciao.

Maurizio

Anonimo ha detto...

In merito ai punti da te segnalati:
1) finali nazionali under 14 = assolutamente d'accordo, chi non capisce o non condivide le tue osservazioni in proposito secondo il mio punto di vista non intende molto di pallacanestro.

2) scarti oceanici = d'accordo sul limitatore (anche se potremmo, eticamente ed elegantemente, regolarlo direttamente noi allenatori).

3) fasi interregionali = d'accordo sul fatto che più viaggi comportano disagi organizzativi notevoli e difficoltà di ordine scolastico ancora ancora maggiori.

4) zona = ti offro una provocazione tecnica: ma perchè non mettono l'obbligo di difiesa a zona fino ad under15 (così i ragazzi imparano a tirare e a non aver paura di tirare? E poi da under16 in avanti si fa uomo o quello che si vuole?
Tra l'altro trovo che certe volte le differenze fisiche in campo siano così grandi che dire a un ragazzino: "difendi e scivola contro il tuo avversario" sia assolutamente velleitario e inutile, visto che tante volte lui si trova nell'impossibilità di contenere il suo avversario diretto (se nettamente più forte e veloce) e probabilmente qualche volta ci prende per pazzi.

5) Canestri bassi = d'accordo con le tue considerazioni, anche secondo me, non servono a migliorare le situazioni.

Su due punti sono incerto:
1) campionato under17 e under19 ridurre nr di squadre nella prima fase
2) campionato under19 aumentare nr squadre e nr partite nella seconda fase

Mi sembra che le intenzioni siano buone, però bisognerebbe trovare formule efficaci (magari nel girone regionale, come in Austria nel calcio, fare andata+ritorno e poi ancora andata+ritorno in ordine differente) e poi valutare con più attenzione i criteri di ammissione (magari intertoto di qualificazione più articolati).

Questo è tutto.

Massimo (Desio)

Simone Casali ha detto...

"1) campionato under17 e under19 ridurre nr di squadre nella prima fase"

una proposta che potrebbe essere interessante è avere dei campionati d'eccellenza veramente d'eccellenza con magari solo le 6 squadre migliori che fanno andata-ritorno-andata-ritorno. 20 partite tutte di alto livello. (ovviamente i numeri sono ipotetici, si possono fare anche 2 gironi da 4 (12 partite) e poi far passare le prime 2 in un'ulteriore girone a 4). E' da cambiare però a questo punto l'idea stessa dell'intertoto che deve essere preparato meglio e con più tempo. Ipotetico inizio campionato ad ottobre con intertoto la settimana precedente e interzona stile "cadetti", tre giorni concentrati permettendo quindi di allungare il campionato regolare.


Sulla zona e gli scarti non mi esprimo, la vedo come il terzo tempo del calcio. Non si può mettere una legge per ovviare al buon senso, e queste cose sono sempre destinate a fallire.

Simone Casali ha detto...

"1) campionato under17 e under19 ridurre nr di squadre nella prima fase"

una proposta che potrebbe essere interessante è avere dei campionati d'eccellenza veramente d'eccellenza con magari solo le 6 squadre migliori che fanno andata-ritorno-andata-ritorno. 20 partite tutte di alto livello. (ovviamente i numeri sono ipotetici, si possono fare anche 2 gironi da 4 (12 partite) e poi far passare le prime 2 in un'ulteriore fase a 4). E' da cambiare però a questo punto l'idea stessa dell'intertoto che deve essere preparato meglio e con più tempo in quanto poi fondamentale per l'annata. Ipotetico inizio campionato ad ottobre con intertoto la settimana precedente e interzona stile "cadetti", tre giorni concentrati permettendo quindi di allungare il campionato regolare.
Si alzerebbe cosi anche il valore dell'Open B che potrebbe culminare con la qualificazione diretta all'eccellenza dell'anno successivo.

Sulla zona e gli scarti non mi esprimo, la vedo come il terzo tempo del calcio. Non si può mettere una legge per ovviare al buon senso, e queste cose sono sempre destinate a fallire.

Aesse ha detto...

Ridurre le squadre nei gironi d'eccellenza in Lombardia mi sembra una forzatura perchè il livello tutto sommato è buono. A livello Under 19 proprio qualche giorno fa l'UCC ha perso a Calolziocorte. I Blu Under 17 capoclassifica hanno vinto con Erba controllando la gara solo negli ultimi secondi. A livello Under 15 Desio ha perso con Sedriano... insomma tendenzialmente si sa chi vince prima della partita, ma non sempre il pronostico sulla carta viene rispettato sul campo.

Quindi non ridurrei nulla. E' chiaro che non è mai facile studiare una formula intertoto che possa accontentare tutti, però il campo è in effetti l'unico giudici imparziale.

Terno d'Isola negli Under 17 ha perso con Brescia nell'ultima gara intertoto dopo aver dominato per larghi tratti la gara. Ma purtroppo per Terno ha perso e sta facendo un ottimo campionato nell'open B.

non sono tanto dell'idea neppure di diminuire le squadre nell'eccellenza per poi fare un paio di volte andata-ritorno... tra tornei, amichevoli, campionato, manifestazioni varie due squadre come Comark e Desio Under 17 (per fare un esempio) l'anno scorso hanno giocato 6 volte una contro l'altra. mi sembra che possa bastare.

piuttosto abbinerei regioni limitrofe per fare gare interregionali tra le squadre più forti. le prime tre della lombardia giocano con le prime tre del piemonte, quelle del veneto con il friuli, quelle dell'emilia con le marche...

ciao.

andrea

elena ha detto...

Ciao, mi piace molto il tuo blog. Io ho iniziato da poco a navigare in questo mondo e vorrei imparare a gestire un mio blog. Potresti darmi qualche consiglio?
Buona gionata
Elena

N.B. Vorrei cercare di avere un blog carino e dargli la massima visibilità...come si fa?

Aesse ha detto...

Nessun segreto. Inizia a scrivere di te e delle cose che pensi. Poi sappi che in molti ti verranno a guardare il blog, qualcuno ti farà sapere anche la sua idea... dandoti anche qualche spunto interessante... molti altri invece rimaranno nell'anonimato, magari sputtandoti alle spelle.

Ma non te ne preoccupare più di tanto... fa parte del ruolo che ti assumi...

Anonimo ha detto...

Ciao Andrea, approfitto, tra l'altro, per rispondere alla Tua ultima mail relativamente alla delirante... riunione tra responsabili di settori giovanili di serie A.

1) Trovo davvero singolare il ridurre lo spirito agonistico per le categorie U14 solo perché fanno la 3^ media e poi vale tutto dalla 1^ superiore.....

2) Mi chiedo se, solo perché la fase termina a livello regionale,
diminuisce l'esasperazione agonistica ? boh o sono io che dopo 20 anni che faccio settore giovanile mi sono rincoglionito o gli altri addetti ai lavori sono molto più bravi di me

3) Sugli scarti finali delle partite sono assolutamente d'accordo con Te che sono gli allenatori che possono e DEVONO intervenire, modificando gli assetti, per vincere e non stravincere..... anziché
obbligare a corsi di aggiornamento tutti gli allenatori, si dovrebbe
istituire un osservatorio per valutare l'operato degli allenatori ed eventualmente solo chi non è in grado di svolgere un'educativa attività obbligarlo ad aggiornamenti (una sorta di tessera a punti)

4) Per quanto riguarda la zona da praticare e non praticare nelle
fasce basse, vale quanto detto nel punto tre, se anziché essere un
arbitro a valutare tecnicamente la situazione, fosse un allenatore
dalla tribuna (osservatore), che verbalizza e punisce lo scorretto
operato dell'allenatore, vedi che tutti si adeguerebbero al
regolamento; mi rendo conto che il movimento richiederebbe un impegno elevato, ma mi chiedo perché nel settore arbitrale ci sono i commissari che danno i voti e la stessa cosa non si possa fare per gli allenatori.

Spero di non averti annoiato.....

Fabrizio (Varese)

Anonimo ha detto...

Grazie. Come al solito puntuale in alcune utili considerazioni e nell'esame di situazioni evidenziate(riunione resp.sett. giov.soc.profess.) sicuramente mi serviranno per prendere le decisioni finali, a tal fine ho informato anche il nostro settore giovanile (Cardullo S.)

Buon lavoro e soprattutto buon campionato
Pres. Maifredi

Aesse ha detto...

Ringrazio il Presidente Maifredi per la risposta inviata al sottoscritto, che dimostra ancora una volta come al vertice della FIP ci sia una persona intelligente e appassionata che fa di tutto per poter migliorare il movimento.

Presto cmq nuove notizie rispetto agli ultimi accadimenti...

Andrea

Anonimo ha detto...

Forse farò considerazioni ovvie, perchè alcune cose esposte nella relazione mi sembrano allucinanti...
Tuttavia mi sento di dire la mia...
1) Innanzitutto, come a Maurizio, anche a me pare che i responsabili dei settori giovanili di certe grandi realtà vogliano evitare di "sbattersi" a bassi livelli per poi aprire il portafoglio un paio di anni dopo e assicurarsi il meglio del prodotto a livello nazionale...troppo facile, bisognerebbe secondo me premiare in maggiore misura chi i giocatori li produce sin dalla tenera età, senza che i meriti vadano a chi li ha effettivamente "comprati" a 16,17 anni quando il lavoro principale, quello più duro, è stato compiuto invece da altri.
2) Vero, anzi verissimo, che i ragazzi vengono "preservati", ma tuttavia questo è un fenomeno non imputabile al basket, ma ad una generazione di genitori che i calci "nel sedere" li ha soppressi pure nei casi più estremi...ma non mi dilungo...
3) Per quanto riguarda le fasi nazionali abolite, concordo con Fabrizio...sembra che nelle fasi regionali i ragazzini giochino a prendere le farfalle o solamente per evitare la messa della domenica mattina...allora giochiamo senza tabelloni no? O a squadre miste...ci presentiamo 12 ragazzini io 12 te facciamo le squadre e li lasciamo giocare...ma non esistevano gli oratori per questo?
4) Ultima cosa...favorevolissimo alla riduzione del girone regionale per poi giocare contro squadre di altre regioni...sempre stato un sogno girare l'Italia a 16 anni per fare quello che più mi piaceva...però questo deve essere possibile non solo per i 3,4 settori giovanili a regione che posson permetterselo economicamente...e, in secundis, come detto da te, Andrea, inutile convocare le nazionali quando non c'è scuola per poi perdere giorni di lezione perchè la sera prima si è giocato a 200 km da casa...

Le mie cagate le ho dette, posso lasciarti in serenità...

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