martedì 8 gennaio 2008

DI RITORNO DAL MEMORIAL MALAGUTI

ALCUNE CONSIDERAZIONI TECNICHE


Di ritorno dalla 19° edizione del Memorial Bruna Malaguti svolto a San Lazzaro, torneo Under 17 riservato a 12 tra le migliori formazioni in questo momento in Italia, ritengo sia utile non solo parlare e scrivere come stanno facendo un po' tutti (giornali, tv e siti internet...) delle migliori squadre (naturalmente Siena e Virtus Bologna su tutte) o dei migliori prospetti [l'annata 91 in questo senso mi sembra davvero ricca di talento: Melli, Moraschini, Amici, Iannuzzi, Centanni, Baldi Rossi, e Tommasini di fatto sono l'ossatura insieme a Fiorito della Nazionale Italina, ma a questi aggiungerei talenti in continua crescita fisica e tecnica come l'esterno della Virtus Matteo Negri, ma anche Giorgio Sgobba di Siena. Questi ultimi due mi hanno particolarmente impressionato per la loro pulizia nel gioco e il loro potenziale ancora in continua evoluzione] ma parlerei anche di come questi ragazzi vengono messi in campo e gestiti dagli allenatori e non solo.

Ecco allora il capitolo delle cose poco edificanti, che prendendo spunto dal torneo, posso raccontarvi.

Primo capitolo: Sistemi offensivi. Ho visto nel passato, ma anche questo ultimo torneo ne è stata la testimonianza più recente, l'uso, ma direi più abuso del penetra e scarica. A mio modo di vedere nell'insegnamento del basket giovanile bisognerebbe cercare di ridurre questo sistema offensivo ad alcuni casi ogni partita e non alla stragrande maggiornaza delle azioni. Questo penetra e scarica, a lungo andare, desertifica il gioco in un complesso di azioni più simili al gioco della pallamano che della pallacanestro. E allora la ricerca dell'utilizzo dei passaggi al post (basso, medio, alto, fate come volete) o la maggiore ricerca da parte di alcuni degli alleantori del gioco senza palla dei propri giocatori, sia con la ricerca del back-door, sia le letture della difesa sul lato debole, sia in ultimo l'utilizzo e lo sfruttamento dei blocchi (che siano ciechi o di altro tipo, poco importa) aiuta ad aumentare il bagaglio dei nostri giovani giocatori.

Secondo capitolo: Gestione dei cambi. Vedo troppi allenatori che usano il cambio come motivo punitivo e di frutrazione per i propri ragazzi. Errore: fuori! Sbagli un tiro: fuori! Sbagli un passaggio: cambio!
Mi permetto di sottolineare che anche un errore dovuto ad una scelta sbagliata, (dando per scontato [anche se forse proprio scontato non è] che sugli errori di esecuzione su scelta comunque corretta nessuno si sogna di far partire un cambio) bisognerebbe ogni tanto soprassedere a far respirare comunque aria pulita a questi giovani atleti che di fatto hanno il diritto di sbagliare.
Non fate sempre cambi punitivi. Io personalmente, tranne rare eccezioni cerco sempre di non farne. Può capitare ogni tanto, ma non ne faccio una regola fissa e matematica. Conviviamo con gli errori. Vince di solito chi sbaglia meno. Siamo noi allenatori molto spesso i primi a farne. Dovendo prendere tante decisioni, spesso ci capita di sbagliare, ma nessuno ci verrà a dire: "Beh... fuori!!" Almeno fino alla fine dell'anno, per lo meno. Quindi mi raccomando, abbiate pietà dei vostri ragazzi e perdonate loro qualche errore. Sappiate che se sarete capaci di fare questo con i vostri ragazzi, lo stesso faranno loro nei vostri confronti quando a cadere in errore sarete proprio voi.

Terzo capitolo: Arbitri: Vedo decine e decine di arbitri ogni anno. Tolgo quelli che mi amano (con cui chiaramente non potresto mai..) e quelli che mi odiano (con cui protesto sempre a prescindere anche quando hanno ragione...) parlo a tutti gli altri.
Sappiate capire e distinguere quando una cosa viene detta ai fini della sola mera protesta fittizia perchè si sta magari perdendo o si sta prendendo un break sfavorevole cercando in qualche maniera di consizionare l'operato dell'arbitro di turno e invece una considerazione di carattere tecnico. Non rintanatevi nel vostro guscio senza poter aprirsi ad una dialettica che se civile e moderata porta il miglioramento del movimento e non la sua umiliazione. In questo senso la maggior parte degli arbitri emiliani spesso considerano l'interlocutore un perfetto ignorante in materia. Ma ogni tanto, me escluso naturalmente, non è così. Sappiate anche ascoltare.

Quarto capitolo: Televisione e nuove tecnologie: Durante il torneo il canale internet starchannel.it ha effettivamente svolto un gran lavoro di ripresa e di registrazione di tutte le partite, tra l'altro intervistando ad ogni fine gara sia un giocatore sia l'allenatore delle due squadre contendenti. Beh a mio giudizio un ottima cosa che nel calcio con una partita primavera su sky già da diverso tempo fanno già. Mi piacerebbe sapere se ci fosse qualcuno interessato a portare in tv partite giovanile di un certo spessore. Sarebbe bello per il movimento, sarebbe importante per migliorare ulteriormente la ripresa definitiva dei vivai a cui la FIP sta ambendo ormai da un po'. Una bella iniziativa potrebbe essere proprio questa da parte di Cardullo e soci.

Quinto capitolo: Strada spianata per il successo: Negli ultimi anni con l'avvento della globalizzazione e via dicendo, tutti sanno tutto di tutti, o per le meno chi s'informa può sapere davvero molto su ogni cosa. Internet in effetti ha prodotto e produce ogni giorno una marea di notizie. Questa sorta di palcoscenico perenne per i nostri giovani giocatori di basket non dev'essere però usata da loro come il fine ultimo della propria crescita. Nel senso: beh sono bravino, sono anche su internet e sui giornali, sto diventando famoso, magari mi chiama pure un procuratore... allora siginifica che sono arrivato al dunque.
Non credete, cari giovani, di essere arrivati da nessuna parte. Se qualcuno si è accorto di voi, proprio in quelo momento inizia la vostra vera fatica. Proprio in quelo momento sarete chiamati a migliorare giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento, partita dopo partita. Sta a voi da quel momento garantirvi un futuro. Non pensate che basti essere nominati in giro per i forum di basket caffè o altro. Non pensate che il successo vi sia dovuto a prescindere. Date tutto voi stessi, migliorando nella tecnica e nella tattica, sfruttando le occasioni che vi vengono proposte, ascoltando tutte le persone che stimate, ma sopratutto preservando in prima istanza la vostra umiltà. E' l'unica maniera per diventare davvero grandi rimanendo in fin dei conti profondamente se stessi.

5 commenti:

emmeti ha detto...

Posto che tanto gli errori di esecuzione quanto quelli di scelta sono conseguenza del talento individuale/abitudini acquisite in allenamento, e che quindi ad ogni errore dei giocatori corrisponde (a parte i casi in cui il giocatore è disattento o molle, in cui si entrerebbe nel campo orticato delle abitudini mentali, e non mi sembra il caso) un lavoro non finito o fatto male dell'allenatore in panchina, il cambio punitivo (soprattutto se utilizzato in modo sistematico) resta una modalità poco redditizia se l'obiettivo è lo sviluppo della persona e del giocatore. Nel senso che l'insegnamento che il cambio punitivo dà è + o meno: "se sbagli esci". Difficile che un giocatore possa giocare sciolto ed al 100% se pensa in generale, ancor meno se pensa "se sbaglio esco". Più probabile giochi impaurito o per lo meno preoccupato. A meno che non gliene freghi nulla di uscire o abbia opinione 0 del proprio allenatore. Poi però c'è il livello del cambio per svegliare. La differenza tra i 2 stili è tanto sottile quanto fondamentale. E va saputa interpretare bene!

Anonimo ha detto...

come far capire la differenza ai ragazzi tra il cambio per svegliare e quello per punire(che dio me ne scampi e liberi.....)?
grazie
angelo

Aesse ha detto...

semplice il cambio per dare una sveglia a un giocatore dura 1 minuto. Lo togli gli dici quello che gli devi dire... (per la modalità della comunicazione dipende da chi hai di fronte...) e poi lo rimetti in campo e gli dai una nuova possibilità!

andrea

petecarril ha detto...

d'accordissimo su tutto e rincaro la dose: nei campionati succesivi fino a quanto possiamo vedere a livello di serie A il penetra e scarica si trasforma in abuso del pick and roll e del tiro da tre punti. ormai le partite vedibili e godibili sono veramente poche e bisogna cercarle in nba o quelle di alcuni allenatori ( repesa, messina..?) e sicuramente non riguardano siena pur essendo sola e soletta in cima alle classifiche
soluzioni?
1) migliorare il bagaglio culturale e tecnico degli allenatori: insegnare p&r con tre scarichi non è poi così difficile ( un po' di più insegnare concetti di timing, spacing o di passaggio al post, backdoor...)
2)variazioni regolamentari: ripristinare il vecchio 30sec ad azione ( per le giovanili direi anche 35). oggi infatti si susseguono azioni sempre uguali e fin troppo veloci anche per il poco tempo che le squadre spesso hanno a disposizione per tirare. azioni a 35sec permetterebbero di giocare meglio a difesa schierata e scoraggerebbero anche l'uso di zone fatte senza saperle fare (perché fare zona per 35" non è così semplice, mentre farlo per 15" contro attacchi poco preparati è un po' + facile)
3) linea tre punti a distanza nba. questo per far costruire qualcosa di diverso dal semplice penetra e scarica e/o p&r con il coinvolgimento del terzo giocatore
just my two cents

Anonimo ha detto...

Sinceramente la linea da tre non la metterei troppo indietro. forse altri 10 cm, ma non di più!!

per i 30 secondi potrei anche essere d'accordo. spesso anche con le mie squadre sono costretto "una tantum" a chiamare un pick and roll perchè manca poco e non siamo riusciti ancora a trovare una soluzione.

cmq grazie dell'intervento....

andrea