mercoledì 4 febbraio 2009

TORNO A DIRE LA MIA SULLA PROPOSTA PER UN SETTORE GIOVANILE MIGLIORE

Dopo essere stato ad ascoltare per parecchio tempo torno a dire la mia. Mi sembra che il ruolo che ci compete, come Allenatori di Settore Giovanile, possa essere quello di proporre una strada possibile per poter risolvere (almeno in parte) il problema di formare giovani giocatori più evoluti e possibilmente più “forti”. E uso questo aggettivo non a caso. Gente che finite le giovanili possa dire la loro al massimo livello possibile.

Mi sembra che soprattutto nell’ultimo periodo di discussione si stia rischiando di alzare troppo il tiro, non tanto per le cose dette, alcune sacrosante, ma perché i contenuti che vorremmo far passare dovrebbero avere un senso rispetto anche al nostro ruolo, prettamente tecnico e non istituzionale-politico.

Il rischio potrebbe essere quello di vedersi delegittimati già in partenza dai vertici istituzionali della FIP, per considerazioni che di fatto non ci competono per nulla, come ad esempio il minimo salariale, lo svincolo, legge 91… e tante altre belle cose che riguardano il sistema basket nel suo complesso, ma che non possono essere messe in discussione da noi. O per lo meno possono essere messe in discussione da noi come singole persone… ma non come eventuale aggregazione Allenatori di Settore Giovanile.

Pertanto dopo aver ascoltato e letto tutti gli interventi con attenzione, vi esorto a prendere in esame la nuova proposta scaturita dopo queste settimane di discussione.

Dalla stagione 2010-2011 istituzione e riqualificazione di un Campionato Under 20 d’elite su base interregionale da subito con criteri di ammissione guardando ai risultati delle annate precedenti.
Con un anno in più di formazione per i giovani del 1991 che sarebbe la prima annata interessata alla riforma (ma poi ne sarebbero tutti ugualmente beneficiati) potremmo davvero far crescere meglio e più attentamente tanti giovani giocatori che per diversi motivi, tra cui non ultimo il discorso che i nostri lunghi maturano spesso tardi, possano da un lato proseguire l’inserimento graduale nelle varie prime squadre, dall’altro continuare a giocare contro coetanei partite vere e competitive. Tutto questo a 20 anni (piuttosto che a 21) mi sembra fattibile, importante e necessario.

Appurato questo che mi sembra sia necessità condivisa da tutti, vado contro corrente con le 31 Società che hanno scritto nel sondaggio, che cambiare la programmazione non serve e toglie certezze. Non sono d’accordo. E spero di convincervi del contrario.
Lasciate perdere concetti prefissati nella vostra mente e pensate concretamente alla vostra realtà potendo fare un campionato Under 20 fatto bene (dove possono giocare tutti fino agli Under 16) con dietro Under 18, Under 16, Under 14, Under 13 e Under 12.

Apriamo le porte degli scudetti B alle annate deboli, Under 17 e Under 15 (le final four di fascia B per gli Under 19 così come strutturata adesso è una vera fesseria), per cui i Comitati Regionali organizzino pure a loro piacimento gironi di eccellenza B per le annate deboli, con gli accessi a delle fasi interregionali (e final four) per le prime classificate di ogni regione. In questo modo risolveremo il problema (alle volte reale) di accorpare i gruppi troppo presto perdendo molto del potenziale.

Con questo sistema sarei pronto a sacrificare anche uno dei miei cavalli di battaglia come le Finali Nazionali Under 14 perché intravedo con questa formula (Under 20, Under 18, Under 16) delle belle possibilità di crescita comunque per i nostri giovani.

In ultimo mi ha fatto molto piacere il plebiscito che ha riscosso la proposta di portare a 10 minuti effettivi i tempi dei quarti delle categorie Under 12 e 13 (in Lombardia si fa già). Anche per il discorso cambi. Mi sembra arrivato il momento che anche per la categoria Under 12 (Esordienti) il 5+3 con in più la postilla che tutti devono entrare in campo, possa essere buona cosa.

Finisco qua la mia proposta. Non sarà molto. Di certo con queste iniziative non risolveremo per intero i mali o i problemi del basket giovanile. Mi sembra però che un primo passo fattibile per poter rendere meno difficoltosa la formazione dei nostri giovani, dando qualcosa in più dopo i 18 anni ci sia.

3 commenti:

Riccardo Zanni ha detto...

Ti lascio un commento che in realtà contiene una domanda.
Secondo te avrebbe un senso adottare nel campionato Under 13 il pallone di misura 6 che usano nel femminile?
Parto dal concetto che nell'under 12 i ragazzini si scontrano, dopo il minibasket con il canestro alto, l'anno successivo con un pallone un po' più grande (e più comodo da usare per chi gioca anche in Under 14) per poi arrivare a maturare in Under 14 nel basket "vero"...

Grazie, complimenti per il blog, molto bello.
Riccardo (riccardo.fip@hotmail.it)

Aesse ha detto...

Sinceramente ho già sentito pareri favoreli a questa possibile iniziativa che considero positiva. In effetti il passaggio dal pallone da minibasket a quello grande numero 7 rappresenta un problema.

Oltretutto come hai detto giustamente capita spesso che per alcuni ragazzini (come i nostri alla bluorobica che frequentano anche il campionato dei più grandi) il problema di giocare un giorno con il pallone da minibasket e il giorno dopo con l'altro pallone quasi "medicinale" rispetto a quello del giorno prima rappresenta un problema, risolvibile effettivamente con un piccolo sforzo economico.

Anche se copiare dal femminile non mi entusiasma molto, penso che possa essere una cosa positiva.

Grazie dei complimenti.

Aesse ha detto...

Aggiungo anche che in questo modo potremmo anche eliminare almeno in parte i pazzi (e dico pazzi non a caso) che vorrebbero eliminare il tiro da tre punti a livello giovanile per le fasce basse, perchè a dir loro rappresenta uno sforzo fisico troppo elevato, potendo comprommettere la tecnica... (ma va va...)

Forse non hanno mai visto e "capito" la gioia di un ragazzino nel segnare una tripla...

ciao.

andrea